Diario della seconda edizione
Il problema ha il gusto della beffa: mancanza di benzina. Tutta colpa di un galleggiante che, in perfetto stile Artelier, è artistico ed estemporaneo pure lui.
Nei nostri sogni la risposta era un sì.
Eppure qualcuno di noi, in quel drammatico momento, ci avrà creduto un po’ più degli altri. Perché dal nulla in quel deserto di calore e solitudine è apparso camioncino anonimo che si è fermato nel mezzo di piazza Filottete. Il fattorino ci ha guardato in faccia e ha detto sperduto: “Vi prego, ditemi che conoscete Officina Artelier! Sono tre giorni che giro col camion pieno di pacchi…”. Dentro ai pacchi, il bendidio: quadri, stampe fotografiche, installazioni, fumetti, pannelli e quant’altro. Ok, anche quest’anno è andata. Parafrasando quel giornalista in tv: “Comunque la pensiate, ben trovati. Anche quest’anno Officina Artelier può cominciare”.
“Belle queste scatole azzurre!” Eh, si belle. Chiedetelo a Gianluca, sporco di vernice color puffo in ogni angolo, che da tre giorni pittura cartoni, tanto che ormai non ha più volontà: lo fa e basta. La notte prima di Officina Artelier II edizione, dopo mesi di lavoro e preparativi, com’è buona tradizione siamo in alto mare. Per questo siamo barricati da ore nella sede dell’associazione Progetto Giovani, le luci accese, le birre gelate, la stanchezza che va a mille.
10 agosto 2011, Villaggio Principe: il secondo giorno
Cosa ci fa uno di noi, appeso a una specie di albero della cuccagna, con un cacciavite in una mano e un abat-jour nell’altra? In molti direbbero che è un’installazione vivente, una fra le tante opere di Officina Artelier. Macché: a momenti ci sarà la performance musicale dei Sumposta, e soltanto il calar del sole ha permesso di capire che il luogo scelto per fare da palco non è illuminato da luce alcuna. Per fortuna la gente di Villaggio Principe è generosa e volenterosa: in qualche modo si farà. La serata, emotivamente parlando, ci ha regalato una delle cartoline migliori: bella gente, musica dal vivo, le sculture di cibo eseguite da Continue Esplosioni e poi fumetti foto a sfondo naturalistico. A fare pendant l’opera d’arte più bella: una luna piena circondata dalle punte dei pini. Particolare menzione va poi ai Sumposta e alla numerosissima clacque venuta da Casabona. Che, convinti che anche a Petilia fosse estate, hanno dovuto affrontare la fredda notte silana armati di pantaloni corti e infradito. Nella storia resterà un grido di dolore che fa opera d’arte a sé: “Scusate per gli errori, purtroppo il chitarrista non sente più le dita”.
11 agosto 2011, Santuario della Santa Spina: il terzo giorno
Superare la metà del festival convinti che ormai il percorso sia tutto in discesa, poi scontrarsi con la disgrazia improvvisa, è un classico a cui noi di Officina Artelier non intendiamo rinunciare. Nella fattispecie, il dramma di quest’anno: le chiavi dell’Associazione Progetto Giovani, centro operativo del festival. Le lasciamo al bar a notte fonda convinti di venirle a prendere il giorno dopo, e il giorno dopo il bar non apre. All’interno della compianta sede sbarrata riposano intanto, allegramente, circa tre quarti delle opere che dovremmo esporre oggi presso il Santuario della Santa Spina. Così mentre tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio prendono vita l’installazione plurisensoriale Zene Srebrenice di Virginia Farina, la sala proiezioni con le opere di video-art e lo spazio live dove avverrà la performance musicale (bellissima) di Alma Duo, una piccola unità di crisi composta da Clara e Gianluca è impegnata a inseguire lungo i quattro angoli della provincia tutti i soci di Progetto Giovani dotati di chiavi di riserva. Quando tutto sembra perduto il bar riapre, e parte una corsa contro il tempo: alle 19 il chiostro del santuario si riempie di gente esattamente mentre montiamo l’ultimo pannello e attacchiamo l’ultima foto. Simone e Giuseppe arrivano al microfono con macchie estese di sudore ed evidenti problemi di respirazione. Anche questa è una performance, riescono a dire. Poi, a musica iniziata, mesti e silenziosi andiamo tutti a morire da qualche parte.
L’arrivo dei vincitori del primo “Premio Franco Carvelli – Officina Artelier per la Creatività”, il duo Proto 27, è l’occasione per improvvisarsi guide turistiche. Scoprire con loro la rupa, città vecchia di Petilia, raccontare il centro storico e far passare la gigantesca ruspa che sovrasta i ruderi del Bar Carvelli come una grande installazione artistica di Artelier non ha prezzo.
Nel dubbio di non sbagliare in ogni caso (ogni angolo della nostra terra ha una bellezza straordinaria) abbiamo loro lasciato libertà di coscienza. Il gran finale, con il ritorno del nostro salotto in piazza, è il momento delle emozioni più belle: “Camera a Sud”, l’incontro-dialogo con Gennaro “Mandara” De Rosa e Marco Verteramo dell’etichetta cosentina Mk Records (fiore all’occhiello calabrese nel mare magno della discografia italiana), le performance dei loro artisti Viola di Marte e Comma, quindi il momento delle premiazioni.
Con l’aiuto di amici e familiari abbiamo ricordato nel modo più allegro il grande amico e consigliere di Officina Artelier Franco Carvelli, abbiamo premiato i vincitori, proiettato le opere vincitrici e salutato tutti con un arrivederci al prosimo anno.
Il bello di questa edizione, ci chiedete? Di sicuro trovare la nostra casella di posta zeppa di richieste di partecipazione provenienti da tutta Italia: artisti, fotografi, performer, musicisti, e tutti di un livello che dire alto è troppo poco.
Ma se abbiamo una certezza è che ognuno di quel migliaio di partecipanti e visitatori che hanno assistito alle performance, visitato le mostre, accarezzato le opere, chiesto informazioni sugli autori nel corso dei quattro giorni di Officina Artelier, hanno portato a casa almeno un piccolo ricordo, una sensazione, qualcosa di indelebile. La bellezza dell’arte è il suo “andare” libera, saltellando da persona a persona. Ed è qualcosa che stupisce ogni volta anche noi, che una settimana all’anno sudiamo, dormiamo poco, perdiamo chili e viviamo col mal di stomaco questo festival.
Simone Arminio
Giuseppe Saporito
Raffaella Cropanese
Gianluca Saporito
Clara Daniele
Stefania Pistone
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Diario 2° Edizione